Nel mese di
aprile prossimo avrà luogo a Los Angeles (Stati Uniti) un incontro per
commemorare i primi cento anni del Movimento Pentecostale. Le cronache
raccontano che, agli inizi del XX secolo, un gruppo di credenti fu espulso
dalla Seconda Chiesa Battista di Los Angeles a causa della sua costante
insistenza sulla necessità di un “revival” spirituale. La ricerca di simili
revival, pratica più o meno comune nell’ambito protestante sin dalla
comparsa del Metodismo nel XVIII secolo, implicava un tipo particolare di
preghiera e di culto che, stimolato da un’intensa predicazione e da incontri
di preghiera, sfociava spesso in una esplosione di fervore religioso.
Nel 1905
questo gruppetto di fedeli, invece di sciogliersi e riassociarsi ad altre
comunità cristiane, cominciò a riunirsi in un’abitazione di via Bonnie Brae,
sotto la guida di William J. Seymour. Si predicava e si invocava una nuova
Pentecoste, un’effusione dello Spirito Santo simile a quella descritta negli
Atti degli Apostoli (cfr Atti 2, 1-21) (1).
Gli storici ci dicono che la notizia di questa iniziativa si diffuse rapidamente in
città e che molte altre persone aderirono al gruppo. Ben presto fu
necessario trasferirsi in un luogo più grande, in via Azusa, dove si stabilì
la Apo-stolic Faith Mission (Missione di Fede Apostolica). Il primo servizio
religioso ebbe luogo il 14 aprile 1906. Come si racconta, fu proprio in via
Azusa che un gran numero di fedeli spe-rimentò quella “Pentecoste
personale”, ovvero quell’esperienza spirituale riconosciu-ta generalmente
come l’inizio del pentecosta-lismo e che, in seguito, sarà detta Battesimo
nello Spirito Santo.