TERZO COLLOQUIO DI ROMA A CURA DELLA COMUNITÀ
DELL’EMMANUEL DI PARIGI
Dal 5 all’8 febbraio si è tenuto il III Colloquio di
Roma, organizzato dalla Comunità dell’Emanuel in collaborazione con
l’Istituto Pastorale Redemptor Hominis dell’Università Pontificia
Lateranense.
I lavori hanno analizzato i più importanti documenti
conciliari e post-conciliari sulla missione e l’evangelizzazione: a 40 anni
dal documento Ad Gentes, a 30 dall’Evangelii Nuntiandi e a 15 dalla
Redemptoris Missio. L’iniziativa ha approfondito l’apporto delle nuove
comunità e movimenti ecclesiali nella vita e nella missione della Chiesa, in
vista dell’incontro di Pentecoste con Benedetto XVI. Un comunicato stampa ha spiegato che con il termine
“nuova evangelizzazione”, Giovanni Paolo II “non voleva soltanto parlare di
una ‘ri-evangelizzazione’ dei paesi precedentemente cristianizzati. Egli
voleva anche far prendere coscienza a tutti i cristiani che i tempi attuali,
culturalmente nuovi, richiedono delle nuove maniere di pensare la missione
sia nei paesi già segnati dalla fede così come in quelli ancora poco
evangelizzati: ‘nuova evangelizzazione’ significa ‘nuovo ardore’ ‘nuove
forme’ e ‘nuovi metodi’”. La manifestazione, pertanto, si è interrogata
sulla seguente domanda: “Certe caratteristiche già identificate della
post-modernità non invitano a ripensare in profondità l’evangelizzazione
ecclesiale, le sue dinamiche, forme e metodi?”.