Nel primo anniversario del suo decesso 16
Agosto 2005
Recentemente, Papa Benedetto XVI ha definito frère Roger “un testimone
infaticabile della fede, un uomo che ha amato appassionatamente la Chiesa”.
Sapeva parlare ai giovani come nessun altro e sapeva rendere la fede un
fatto naturale: per questo frère Roger era unico. La tragedia che ha
provocato la sua morte si è verificata durante la preghiera della sera, alle
ore 20,30 di martedÏ 16 agosto 2005, in mezzo alla folla che gremiva la
Chiesa della Riconciliazione. Una donna di origine rumena di 36 anni di nome
Luminista Zamfira Solca, forse squilibrata, con violenza ha colpito con un
pugnale frère Roger che è morto pochi attimi dopo. La mattina del 17 agosto,
giorno dopo il decesso di frère Roger, è stata recitata, nella chiesa, la
seguente invocazione: ´Tu, il Cristo di compassione, Tu ci doni di essere in
comunione con coloro che ci hanno preceduto e che possono restarci così
vicini. Noi rimettiamo tra le Tue mani il nostro fratello Roger. Egli
contempla già l’invisibile. Al suo seguito, Tu ci prepari ad accogliere un
raggio della Tua luce.
Le esequie
di frère Roger sono state celebrate martedÏ 23 agosto alle ore 14. La salma
è stata composta nella chiesa di Taizè e, durante le ore pomeridiane, dalle
ore 15 alle ore 19, quanti lo amavano hanno potuto rendergli l’ultimo saluto
sostando in raccolta preghiera. Otto anni
fa, frère Roger aveva indicato frère Alois quale suo successore alla guida
della Comunità. Frère Alois ha così iniziato immediatamente il suo incarico
di servo della comunione, nel cuore della comunità. La storia
della comunità di Taizè iniziò nel 1940 quando frère Roger (n.d.r. Pastore
riformato), all’età di 25 anni, si allontanò dalla sua nativa Svizzera per
spostarsi in Francia, il paese di sua madre. Da molti anni nutriva in sè
l’ispirazione di fondare una comunità dove poter vivere quotidianamente la
riconciliazione tra i cristiani. Bramava di introdurre quest’idea nelle
miserie del tempo, e fu così che in piena guerra mondiale si fermò nel
piccolo villaggio di Taizé, in Borgogna, a pochi chilometri dalla linea di
confine che separava in due la Francia. Nascondeva allora dei rifugiati
(specialmente ebrei), i quali, allontanandosi dalla regione invasa,
riuscivano a trovare asilo nella sua abitazione.
Più tardi lo
raggiunsero alcuni fratelli, come lui originari della Svizzera ed
appartenenti a diverse confessioni evangeliche. Il giorno di Pasqua del
1949, in sette pronunciarono i voti di celibato e di comunione dei beni in
grande semplicità di vita. Nella quiete
di un luogo remoto, durante l’inverno del 1952-1953, il fondatore della
comunità scrisse la Regola di Taizè, che esponeva per i suoi fratelli
“l’essenziale che permette la vita comune”. Ben presto si unirono a loro
altri fratelli cattolici e l’esperienza ecumenica e la preghiera iniziarono
ad attirare tante persone.